lunedì 23 luglio 2012

ESTATE POP-UP


Buongiorno a tutti gli affezionati!!

Si sono conclusi la settimana scorsa i laboratori creativi estivi che quest’anno hanno visto i bambini impegnati in un tema che ha riscosso molto successo: il libro pop-up!

I partecipanti hanno dovuto progettare, calcolare, misurare..

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naturalmente disegnare…

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dipingere…


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e colorare secondo la tecnica preferita ..

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 … tagliare..
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…incollare…

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…assemblare…

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E quando la temperatura era troppo elevata per stare all’interno ce ne siamo scappati all’esterno…

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Il libro l’abbiamo costruito in tutte le sue parti: dalla copertina..


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al frontespizio…


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senza trascurare i dettagli..


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Abbiamo anche rilegato…


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e aggiunto un gadget…


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che è stato rigorosamente confezionato a mano.


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I risultati sono davvero strabilianti…


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e gli autori decisamente soddisfatti…


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a tal punto che mi hanno chiesto di non anticipare troppo con la newsletter in modo da lasciare tutta la sorpresa finale nella mostra che L’Atelier ha in programma per Settembre..


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Non abbiamo solo costruito un libro in tutte le sue parti ma i libri li abbiamo anche consultati..


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… commentati..

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.. letti..

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.. e fatti ascoltare anche ad ospiti involontari..


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Il piccolo passerotto che vedete aveva una zampetta rotta e i bambini l’hanno trovato un mattino nei pressi di una fontanella. E’ stato chiamato L’Atelier 2 . Per sua fortuna vicino a noi c’è la sede del Parco dello Stirone dove l’abbiamo portato certi che se ne prenderanno cura.
(Ricordate L’Atelier 1, il gattino abbandonato che con i bambini abbiamo adottato lo scorso anno?! Ebbene se n’è andato in una fredda sera d’inverno inseguendo un sogno: una gatta bianca e nera che da giorni gironzolava nei paraggi rendendolo inquieto. Confesso che mi manca ma sono convinta che ognuno debba essere libero di seguire il proprio destino anche se questo talvolta può apparire crudele…).

Quest’anno ai bambini che hanno frequentato i laboratori estivi ho parlato del libro “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono.



Al di là del messaggio ecologista ho voluto far conoscere questo libro perché trovo importante trasmettere ai ragazzi il concetto che

gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione”.

Stiamo attraversando un momento difficile, troppo spesso ci ritroviamo ad avere a che fare con persone senza scrupoli, intellettualmente disoneste che agiscono solo e unicamente per il proprio tornaconto. Persone che parlano, parlano ma alla fine…. Sembra non vi sia più rispetto per niente e per nessuno e la meritocrazia è una parola sconosciuta. Per citare Oscar Wilde nel “Il ritratto di Dorian Gray”:

Oggi tutti conoscono il prezzo di ogni cosa, ma il valore di nessuna”

Paradossalmente sembra che sia la mediocrità ad avere la meglio. Sempre Oscar Wilde diceva:

“Per ogni risultato che otteniamo ci facciamo un nemico. Per essere popolari occorre essere mediocri”

Mediocrità, questa sembra essere la chiave per sopravvivere. Ma personalmente non accetto questa visione mentre sposo in pieno la visione di Paolo Borsellino che sosteneva che per cambiare le cose è necessario creare

“…un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le nuove generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

Ecco perché sento impellente il bisogno di trasmettere ai bambini il valore della perseveranza, del non arrendersi di fronte alle difficoltà, del non cedere a facili soluzioni che spesso e volentieri richiedono di venire meno a certi valori.
L’esempio di Eléazard Bouffier a questo proposito è bellissimo e significativo:

"Non l’ho mai visto cedere né dubitare. Eppure, Dio solo sa di averlo messo alla prova! Non ho fatto il conto delle sue delusioni. E’ facile immaginarsi tuttavia che, per una simile riuscita, sia stato necessario vincere le avversità; che, per assicurare la vittoria di tanta passione, sia stato necessario lottare contro lo sconforto. Bouffier aveva piantato, un anno, più di diecimila aceri. Morirono tutti. L’anno dopo, abbandonò gli aceri per riprendere i faggi che riuscirono ancora meglio delle querce. Per farsi un’idea più precisa di quell’eccezionale carattere, non bisogna dimenticare che operava in una solitudine totale.."

E anche quest’ultimo è un concetto che amo trasmettere ai bambini ovvero la forza di arrangiarsi da soli, di non contare sull’aiuto di altri. Impara a fare da solo, renditi indipendente perché ciò ti consentirà di essere padrone di te stesso. Troppo spesso chi ci aiuta con tanta apparente generosità e magnanimità finisce poi per pretendere un tributo.. A volte pensiamo di avere bisogno degli altri perché non crediamo a sufficienza nelle nostre capacità e dimentichiamo invece che la condizione umana è ammirevole e che se solo lo vogliamo possiamo fare grandi cose..

"Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole. Ma se metto in conto quanto c’è voluto di costanza nella grandezza d’animo e d’accanimento nella generosità per ottenere questo risultato, l’anima mi si riempie d’un enorme rispetto per quel vecchio contadino senza cultura che ha saputo portare a buon fine un’opera degna di Dio."


Concludo con questa cartolina che mi è giunta e che mi ha fatto molto piacere ricevere perchè testimonianza evidente di quanta energia possiedano i bambini. Energia che noi adulti dovremmo saper cogliere e valorizzare affinchè si trasformi in qualcosa di positivo e costruttivo.



 
Perchè  la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo, se l’idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio d’errore, di fronte a una personalità indimenticabile.
Jean Giono  da "L'uomo che piantava gli alberi" 

And now… I need to recolor myself ..so..
see you soon!!

Happy holidays!!!



Eventuali commenti: info@ateliervigoleno.it

martedì 5 giugno 2012

LA BAMBINA CHE ASCOLTAVA GLI ALBERI


Buongiorno a tutti gli affezionati!!

Eccoci di nuovo pronti per affrontare nuove avventure dopo il grande impegno dei recenti avvenimenti!!
Progettare, allestire e condurre una mostra sono attività che richiedono grandi energie e alla fine ci si sente un po’ come un cantante al termine di un concerto: decisamente bisognosi di ricaricare le pile!!
In questi casi utilizzo un metodo ormai collaudato frutto di un insegnamento involontario ma prezioso di una bambina.

Qualche anno fa ho condotto un laboratorio didattico che aveva come tema di fondo la natura. I bambini avevano accolto molto bene le mie indicazioni e avevano eseguito il compito loro assegnato in modo egregio ma dopo aver ritirato gli elaborati mi sono accorta che una bambina non aveva realizzato quanto richiesto. Aveva disegnato ma non secondo la tecnica né le indicazioni date. Ho pensato che ciò fosse dovuto al fatto che era straniera e che probabilmente non era riuscita a seguire il discorso. Girando il foglio però ho trovato scritta la frase seguente:


Ne sono rimasta profondamente colpita. Quella bambina non solo aveva capito benissimo quanto da me spiegato ma dimostrava una capacità e una sensibilità fuori dal comune. Inutile dire che ho utilizzato quella frase come introduzione a tutto il lavoro svolto poiché sintesi perfetta del progetto.

Forse è stato in virtù di questo episodio che recentemente la mia attenzione è stata attirata da un libro dal titolo “La bambina che ascoltava gli alberi” di Edizioni Corsare scritto da Maria Loretta Giraldo e illustrato da raffinate incisioni di Cristina Pieropan.


Il libro, dal racconto alle immagini, è un invito ad immergersi nella natura per ritrovare quella parte più vera di noi stessi che troppo frequentemente dimentichiamo presi come siamo dai mille impegni quotidiani. Per mettersi in contatto con la nostra parte più profonda è necessario però non solo avvicinarsi alla natura ma anche fare silenzio e mettersi in ascolto perché come dice il testo:

“… bisogna fare silenzio per capire ciò che gli alberi ti vogliono dire..”

Molti sono i temi suggeriti dal racconto che invitano a riflettere, come ad esempio: la generosità della natura …

La vecchia quercia non sapendo come aiutare un piccolo uccellino caduto dal nido…

scosse le fronde e affidò la sua voce al vento…
 La bambina che ascoltava gli alberi ascoltò e venne di corsa a raccoglier l’uccellino caduto
 Anche lei era generosa, proprio come la quercia”..


Generosità che da sempre la natura ci dimostra ma che non sempre l’uomo riconosce e ricambia…

E poi la bellezza e la poesia racchiusa nelle piccole cose … una foglia, un fiore…

Quante volte camminando lungo la battigia ci riscopriamo a raccogliere una conchiglia, un pezzo di vetro o durante una camminata raccogliamo un ramoscello dalla forma strana o un sassolino dalle sfumature particolari ..cose semplici ma che in quel momento ci paiono tesori a tal punto che una forza invisibile ci spinge a raccoglierli e a conservarli…
Il denaro,la fama, il potere… danno veramente la felicità? E a che prezzo li otteniamo? Spesso per ottenerli e mantenerli siamo costretti a venire meno ai basilari valori del rispetto e della dignità verso noi stessi e i nostri simili…
..la natura invece non chiede nulla in cambio ma ci offre tesori immensi e forse anche quella serenità che viene dal vivere nel rispetto di tutti e dalla consapevolezza che nulla ci appartiene veramente se non noi stessi..

“….E un fiore….
La bambina che ascoltava gli alberi lo prese e se lo mise tra i capelli. Improvvisamente un meraviglioso profumo le circondò la testa e le inondò il viso. Con quel profumo sentì che la bellezza le entrava nel cuore. E là, proprio in fondo in fondo, si posava quieta come una culla”.

E ancora, la saggezza della natura, in questo caso simboleggiata dal Noce che si rivolge alla bambina dicendo:

Cerca le cose difficili e nascoste”…  “Solo se cerchi, ne troverai

Quanto spesso cerchiamo ciò che ci è più comodo e diamo retta a chi ci indica scorciatoie pur sapendo che non è quella la vera strada da percorrere solo per paura di affrontare la fatica o per mancanza di fiducia nelle nostre capacità..


“La bambina che ascoltava gli alberi” è un libro di facile lettura ma molto profondo perché invita a riflettere su temi sempre attuali. E’ un libro da tenere sul comodino per poterlo leggere tutte le volte che le vicende della vita ci turbano, tutte le volte che la nostra anima è in subbuglio o semplicemente tutte le volte che vogliamo ritrovare noi stessi, per ricordarci che non siamo soli, come spesso ci capita di pensare, ma là fuori c’è qualcuno che discretamente ci ascolta e ci viene in aiuto se solo sappiamo chiedere..

“Lasciati diventare albero tra gli alberi!”, le disse ad un tratto il faggio.
“Sentirai la bellezza e il respiro della natura”.
“Come posso? Sono una bambina!”, lei rispose.
“Chiudi gli occhi e ascolta il silenzio. Io ti farò da guida”.

…Chissà se quella bambina che ho conosciuto, oggi adolescente, ha conservato la sua sensibilità e la sua capacità di ascoltare gli alberi..
A me piace pensare di sì…

(La vecchia quercia)… sorrise, nello strano modo segreto in cui solo gli alberi sorridono: lei conosceva bene il cuore degli uomini.   
da "La bambina che ascoltava gli alberi"
Edizioni Corsare


 
Un caro saluto a tutti



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